I giudici Falcone e Borsellino

Pubblicato il 6 settembre 2015

Programma Operativo Nazionale (PON) Legalità 2014-2020 – seconda parte

Assi di intervento

Asse I – Potenziare la legalità nelle aree strategiche per lo sviluppo

Obiettivi specifici:

  • Consolidamento, modernizzazione e diversificazione dei sistemi produttivi territoriali

L’obiettivo consiste nell’offrire un intervento dinamico di difesa dell’imprenditoria locale dai condizionamenti dell’azione criminale che protegga sia il luogo fisico dell’azione imprenditoriale che la rete di relazioni immateriali che costituiscono l’esercizio d’impresa. La complessità della criminalità organizzata e la sua capacità di penetrazione nell’economia consente infatti ai criminali di superare le barriere fisiche e di assalire l’attività di impresa anche con modalità diverse dalla violenza diretta. Le barriere fisiche passive (videosorveglianza, impianti di allarme, ecc.) quindi sono necessarie, perché alzano i rischi e quindi i costi dell’azione criminale (e in tale ottica sono state programmate e finanziate nel precedente Programma), ma non sono sufficienti perché ad essa va aggiunta una difesa dinamica fatta di informazioni, relazioni e di speciali attenzioni che il Ministero dell’Interno, anche attraverso la propria rete territoriale, rivolge verso le aree oggetto dell’intervento.

Il presidio delle aree identificate potrà realizzarsi mediante il finanziamento di:

  • strumentazione tecnologica fissa e mobile per il presidio del territorio e il controllo di merci e mezzi di trasporto;
  • sistemi informativi e di intelligence per l’analisi delle varie tipologie di informazioni per la prevenzione e il contrasto di fenomeni criminali;
  • sistemi per la messa in sicurezza di infrastrutture logistiche o per la riqualificazione e la vigilanza di insediamenti produttivi;
  • presidi di sicurezza, anche attraverso il recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata o inutilizzati, che svolgano nei confronti delle aree identificate un’attività dedicata e intelligente mettendo in rete tutte le risorse disponibili e facendo da punto di riferimento sul territorio per gli imprenditori.

Contributo FESR € 67.000.000,00

 Asse II – Recuperare i patrimoni confiscati per promuovere l’inclusione e l’innovazione sociale

Obiettivi specifici:

  • Aumento della legalità nelle aree ad alta esclusione sociale e miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità

L’asse rivolgerà la propria attenzione esclusivamente alla valorizzazione di beni e aziende confiscati alla criminalità organizzata. In particolare, il recupero dei beni immobili confiscati sarà orientato prioritariamente a finalità di carattere istituzionale. Saranno pertanto realizzati, a titolo di esempio, centri per l’accoglienza degli immigrati regolari e dei richiedenti asilo e protezione umanitaria, presidi sanitari, istituti scolastici e presidi di polizia. Nell’identificazione delle aree ove collocare gli interventi si terrà quindi conto di una valutazione del fabbisogno di servizi per la collettività, oltre che della disponibilità di strutture idonee all’utilizzo. Oltre al recupero a fini istituzionali sarà possibile prevedere anche la rifunzionalizzazione dei beni confiscati per fini sociali in un’ottica di sistema, con l’obiettivo di costituire un esempio e un traino per tutti coloro, privato sociale o istituzioni locali, che vorranno occuparsi di gestire beni immobili confiscati attraverso le risorse messe a loro disposizione, ad esempio, dalle Regioni attraverso i Programmi Operativi Regionali. Si tratta quindi di interventi sociali su particolari categorie deboli a elevato rischio di marginalizzazione.

A completamento delle azioni previste sui beni immobili, sono inoltre previsti interventi per il sostegno di aziende confiscate alle mafie per salvaguardare i posti di lavoro, in collegamento con azioni di aggregazione e promozione sociale ed economica dell’azienda stessa allo scopo di farla considerare come un valore per l’intero territorio dove opera. Nel programma esterno parallelo al programma comunitario saranno finanziate azioni complementari concernenti strumenti di ingegneria finanziaria a sostegno del credito.

Gli interventi sui patrimoni confiscati avranno un impatto immediato sulla rigenerazione sociale dell’area selezionata e della comunità ivi residente: se accompagnata da un’adeguata campagna di comunicazione, la restituzione di un bene un tempo di proprietà di un boss favorirà la diffusione di un messaggio di legalità e segnerà una vittoria per le istituzioni nella guerra contro le mafie.

Contributo FESR € 22.000.000,00

Asse III – Favorire l’inclusione sociale e la diffusione della legalità

Obiettivi specifici:

  • Aumento della legalità nelle aree ad alta esclusione sociale e miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità

Le azioni afferenti a tale priorità di investimento rientrano in tre diverse tipologie:

  1. Azioni di analisi, prevenzione e contrasto ai fenomeni del racket e dell’usura.

In tale ambito potranno essere finanziate:

  • ricerche e studi quali-quantitativi sui fenomeni del racket e dell’usura;
  • attività di sostegno o promozione di reti e forme di partenariato antiracket e antiusura per contendere spazi geografici e di mercato alla criminalità organizzata;
  • campagne di comunicazione, informazione e sensibilizzazione sul territorio; attività di animazione, orientamento e informazione ivi compresa la formazione degli operatori; tali attività saranno rivolte sia alle vittime sia agli operatori economici che resistono alle pressioni criminali anche attraverso il sistema del consumo critico e altri modelli elaborati dalle associazioni che operano nel settore;
  • misure di semplificazione dell’iter amministrativo della fase post denuncia per mezzo dell’elaborazione di procedure informatizzate, accessibili per via telematica, attraverso le quali si attivi e si gestisca gli adempimenti anche per l’accesso ai fondi previsti dalla normativa per le vittime di racket e usura;
  • misure per il supporto alle imprese colpite dai fenomeni in questione attraverso la presa in carico della “domanda” di aiuto con azioni di assistenza e tutoraggio agli operatori economici sia nella fase di prevenzione che in quella dove si è in presenza di un danno derivante dall’azione criminale;
  • misure di supporto per l’internazionalizzazione delle imprese vittime.
  1. Azioni di supporto alle associazioni di volontariato, alle imprese sociali e a tutti i soggetti abilitati che gestiscono beni immobili confiscati
  • attività formative sulla gestione dei beni immobili e delle aziende confiscate dedicate al terzo settore e agli amministratori e lavoratori delle aziende confiscate;
  • attività di sensibilizzazione sul tema della legalità, anche connesse all’uso dei beni confiscati;
  • attività di costruzione di reti dedicate alla migliore gestione dei beni immobili confiscati rispetto alle esigenze locali, con una particolare attenzione alle relazioni tra il mondo del privato sociale e le amministrazioni pubbliche del territorio;
  • attività di animazione promosse allo scopo di aumentare le opportunità e la conoscibilità degli interventi a beneficio dei possibili fruitori per un uso migliore dei beni immobili confiscati;
  • attività di assistenza e consulenza in ambito gestionale, finanziario, giuridico e di marketing dedicate alle aziende confiscate e alle imprese sociali attive sui beni immobili a vocazione produttiva (modelli di governance, analisi dello stato di salute dell’azienda, predisposizione di business plan per la gestione del bene o il risanamento e lo sviluppo dell’azienda, piani di marketing, etc);
  • supporto per l’accesso al credito da parte delle aziende confiscate;
  • supporto alla creazione di reti partenariali tra aziende confiscate, soggetti imprenditoriali, giovani imprenditori, organizzazioni del terzo settore e soggetti istituzionali anche per il completamento di filiere produttive in settori quali ad esempio turismo sostenibile, agricoltura biologica, trasformazione di prodotti agricoli, bio-edilizia;
  • identificazione di opportunità di esternalizzazione e outsourcing di attività e identificazione di opportunità di spin off aziendale;
  • creazione di una task force coordinata dall’ANBSC con il coinvolgimento delle organizzazioni cooperative, dei lavoratori e dei soggetti istituzionali competenti con il compito di individuare e selezionare progetti per la creazione di nuove cooperative formate dai lavoratori delle aziende confiscate e per rilevare e rilanciare l’attività dell’impresa in cui prestano la loro opera;
  • progetti di condivisione di best practice e modelli di gestione dei beni confiscati anche con le altre categorie di regioni.
  1. Percorsi di prevenzione per soggetti a rischio devianza. In relazione a tale tipologia, saranno avviate iniziative rivolte ai giovani finalizzate alla prevenzione e alla riduzione dei fenomeni di devianza, violenza e bullismo quali, a titolo esemplificativo, sportelli, ricerche tematiche, interventi di sensibilizzazione, laboratori, percorsi di educazione alla legalità. I meno giovani potranno anche essere coinvolti in attività volte all’orientamento e all’inserimento lavorativo e alla continuità scolastica nei periodi di chiusura delle scuole anche attraverso il ricorso alle agenzie educative informali (parrocchie, associazioni, etc.)

Contributo FSE € 50.000.000,00

Asse IV – Potenziare efficienza e trasparenza dell’azione della PA nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata

Obiettivi specifici:

  • Digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione di servizi digitali pienamente interoperabili

Nell’ambito dell’Asse 4 si prevede il potenziamento della capacità di intelligence delle Istituzioni, in particolare della rete Prefetture e degli apparati preposti ad assicurare la sicurezza e la legalità, nel contrasto alla corruzione e alla criminalità economica ed ambientale. Le operazioni che si intendono finanziare saranno rispondenti alla necessità di potenziare l’azione di prevenzione e contrasto nei confronti della corruzione e delle attività propriamente illecite, ma anche delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei circuiti legali.

In tale contesto potranno essere finanziate le seguenti tipologie di azioni:

  • Azioni per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni criminali nelle imprese delle regioni “meno sviluppate” attraverso la valorizzazione di tutte le informazioni in possesso delle Prefetture nella loro attività di scambio informativo con diversi enti pubblici;
  • Interventi di intelligence, digitalizzazione e dematerializzazione per rafforzare la trasparenza e l’efficacia dell’azione delle Prefetture attraverso nuovi modelli di contrasto all’illegalità, alla corruzione e alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale;
  • Interventi in favore della più efficiente gestione degli enti locali sciolti per infiltrazione della criminalità organizzata (disciplinata dagli artt. 143-146 del T.U.E.L.) e di altri enti che richiedono il supporto dell’Ufficio Territoriale del Governo;
  • Sistemi informativi per il controllo degli appalti;
  • Realizzazione di una piattaforma open data sui beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
  • Sistemi intelligenti di raccolta, analisi e correlazione delle informazioni rilevate dalle forze di polizia attraverso il controllo del territorio;
  • Interventi di rafforzamento della strumentazione per l’individuazione, l’acquisizione e l’analisi dei reperti in ambito forense ed attraverso la sperimentazione di nuove metodologie di intervento per i rilievi tecnici sulla scena del crimine.

 Contributo FESR € 95.000.000,00

 Asse V – Migliorare le competenze della PA nel contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata

Obiettivi specifici:

  • Aumento della trasparenza e interoperabilità e dell’accesso ai dati pubblici
  • Miglioramento delle prestazioni della pubblica amministrazione
  • Aumento dei livelli di integrità e di legalità nell’azione della Pubblica Amministrazione, anche per il contrasto al lavoro sommerso

Nell’ambito dell’Obiettivo specifico 5.1 si intende finanziare da un lato azioni volte alla trasparenza della PA sul tema del recupero dei beni confiscati attraverso operazioni finalizzate alla formazione per l’utilizzo del sistema informativo da rilasciare in modalità open data da realizzarsi nell’ambito dell’Asse 4, Obiettivo specifico 4.1. In questo ambito si intende inoltre finanziare azioni mirate a garantire la trasparenza, la collaborazione e la partecipazione di cittadini e stakeholder competenti alle iniziative per il riutilizzo dei dati pubblici e il controllo sociale sui beni confiscati. Dall’altro si intende finanziare corsi di formazione destinati alle Forze di pubblica sicurezza centrali e locali finalizzati alla creazione di profili per l’utilizzo dei sistemi di intelligence e delle banche dati integrate realizzati nell’ambito dell’Asse 4.

Nell’ambito dell’Obiettivo specifico 5.2 si intende finanziare operazioni di formazione volte a rafforzare le competenze degli operatori della Pubblica Amministrazione (comprese le Forze di pubblica sicurezza centrali e locali) per il contrasto alle infiltrazioni della criminalità nel contesto socioeconomico e per garantire la trasparenza dell’azione amministrativa.

Nell’ambito dell’Obiettivo specifico 5.3 si intende perseguire lo sviluppo delle competenze organizzative e gestionali dei soggetti coinvolti nelle attività di gestione dei beni e delle imprese confiscati alla criminalità organizzata. In particolare, si intende finanziare operazioni di rafforzamento dei Nuclei di Supporto all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, istituiti presso le Prefetture.

Contributo FESR € 37.920.000,00

Asse VI – Assistenza tecnica

Obiettivi specifici:

  • Assicurare l’efficace implementazione del Programma

Contributo FESR € 11.330.000,00

 Risorse

Lo stanziamento a disposizione del PON Legalità ammonta a 377.666.667 euro, di cui 94.416.667 euro di cofinanziamento nazionale. Il sostegno dell’Unione al PON ammonta a 283.250.000 euro, di cui 195.330.000 euro (69%) di contributo FESR e 87.920.000 euro (31%) di contributo FSE.

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Valerio Roberto Cavallucci

Responsabile delle sezioni di approfondimento: Responsabilità sociale; Legalità; Innovazione sociale; Sostenibilità ambientale; Partenariato Pubblico Privato.

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