Asilo nido ecosostenibile

Pubblicato il 27 agosto 2015

Un nuovo asilo nido ecosostenibile a Guastalla

Per i bambini emiliani dei due edifici scolastici distrutti dal terremoto del 2012 un nuovo spazio ecosostenibile dove poter giocare e passare il tempo a stretto contatto con la natura

Dopo il terremoto si è accesa una luce di speranza per tutti quei bambini che hanno perso il loro asilo. Il 19 settembre sarà inaugurato a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, l’asilo nido ecosostenibile, progettato dallo Studio Mario Cucinella Architects, che ospiterà i 120 bambini dei due asili nidi comunali distrutti dal sisma del 2012.

L’edificio scolastico è stato costruito in via Rosario dove si trovavano i due nidi comunali “Pollicino” e “La Rondine”, rasi al suolo dal terremoto del maggio 2012 che colpì il territorio emiliano. L’architetto Mario Cucinella, allievo dell’illustre Renzo Piano, ha lavorato alla realizzazione del progetto in collaborazione con Rubner Holzbau che ha curato la parte strutturale.

Il progetto è stato pensato per stimolare l’interazione del bambino con lo spazio circostante secondo una visione pedagogica in cui nulla è lasciato al caso, dalla distribuzione delle aree didattiche alla scelta dei materiali di costruzione, fino all’integrazione tra ambiente interno ed esterno.

La struttura, infatti, è ecosostenibile in quanto costruita in legno e vetro, permette ai bambini di vivere quasi a stretto contatto con la natura ed è economica per l’impiego di materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale. Inoltre, la struttura impiegherà sistemi all’avanguardia per il recupero dell’acqua piovana e per la produzione di energia rinnovabile attraverso l’inserimento sulla copertura di un impianto fotovoltaico.

Mario Cucinella a Guastalla

L’architetto Mario Cucinella nel nuovo asilo

«Per progettare un asilo nido e una scuola d’infanzia», spiega l’architetto Mario Cucinella, «è necessario che si incontrino e dialoghino discipline diverse: l’architettura, la pedagogia, la psicologia, l’antropologia. La qualità degli spazi dipende da come questi saperi riescono a interagire tra loro. La costruzione di ambienti per i più piccoli può essere uno spunto di riflessione sul ruolo dell’architettura, che non è solo materia da riviste patinate, ma può diventare strumento educativo: lo spazio condiziona i comportamenti e bambini cresciuti in un ambiente confortevole, stimolante, adatto alle loro esigenze saranno adulti più consapevoli».

Il progetto dell’asilo nido è stato cofinanziato anche grazie alla raccolta fondi post-sisma provenienti dal concerto “Italia Loves Emilia” del 22 settembre 2012 al Campovolo di Reggio Emilia.

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Veronica de Meo

Ho lavorato come editing, creative content writer, e dal 2015 sono ritornata a vivere a Pescara dove lavoro con passione alla “Felicità Pubblica”.

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