Pubblicato il 26 agosto 2015

A 68 anni promette amore eterno alla sua amata e ai poveri di Bologna

Ha aperto i battenti la mensa per i poveri che il vicepresidente dell’associazione Piazza Grande Roberto Morgantini ha chiesto come dono di nozze ai suoi invitati

Il matrimonio, come è noto, rappresenta il coronamento di una storia d’amore tra due persone. Ma c’è, invece, chi ha saputo trasformare questo emozionante e personale appuntamento in un progetto più ampio, di amore, di rispetto e di solidarietà nei confronti dei più bisognosi. Si tratta di Roberto Morgantini, bolognese di 68 anni, una vita al servizio degli immigrati e dei più poveri, prima attraverso lo sportello della Cgil poi come vicepresidente dell’associazione Piazza Grande, che lo scorso 27 giugno ha sposato la sua compagna Elvira Segreto dopo ben 38 anni di vita trascorsa insieme. Una decisione maturata con un obiettivo ben preciso: donare a Bologna una mensa per i poveri. E così, attraverso una partecipazione di nozze anticonvenzionale, inviata senza troppi fronzoli sulla casella elettronica di tutti coloro che Morgantini ha incontrato nella sua vita, il futuro sposo ha annunciato il proprio matrimonio evidenziando l’originalissima “lista di nozze”.

Roberto Morgantini ed Elvira Segreto il giorno delle loro nozze

Roberto Morgantini ed Elvira Segreto il giorno delle loro nozze

«Sono Roberto Morgantini», ha scritto nell’invito elettronico, «da diversi anni, insieme ad amici singoli e in gruppo, sto lavorando alla realizzazione di un sogno: l’apertura a Bologna di una mensa per coloro che sono senza fissa dimora, senza sostegno morale e materiale. Per iniziare la raccolta fondi, io e la mia compagna abbiamo deciso di sposarci, dopo 38 anni di vita insieme, proprio per destinare tutti i proventi dei “regali di nozze” alla realizzazione del progetto mensa. La somma necessaria per un anno (almeno) di mensa è di circa 20.000 euro. Vista la buonissima causa, non ho dubbi sulla generosità dei nostri amici, conoscenti e associazioni. Penso però», ha aggiunto, «che questo sia un progetto molto importante per tutta la città. Colgo perciò l’occasione per fare un appello ad artisti e intellettuali e a tutti coloro che sono socialmente presenti e attenti agli altri, invitandoli a dare il loro contributo all’apertura della mensa, per essere concretamente vicini e utili a chi vive in solitudine e difficoltà».

In molti hanno raccolto l’appello di Morgantini – primo fra tutti lo scrittore Stefano Benni che ha coperto un quarto della somma –

Lo scrittore Stefano Benni in visita alla mensa dei poveri.

Lo scrittore Stefano Benni in visita alla mensa dei poveri. (foto La Repubblica)

tanto che a meno di un mese dal “matrimonio di interesse”, come da loro stessi definito, il sogno degli “sposini” è diventato realtà. La mensa, dal nome “Cucine Popolari Bologna social food”, ha aperto i battenti in via del Battiferro e fornisce a titolo gratuito 60 pasti caldi ad altrettante persone bisognose segnalate dai Servizi sociali del Comune di Bologna e dalla chiesa di San Cristoforo.

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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