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Caffè San Biagio: il centro dove l’Alzheimer non fa paura

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Dal 2004 il progetto ideato dalla cooperativa sociale Cadiai offre sostegno agli anziani e ai loro familiari rappresentando un modello da imitare

Migliorare la qualità della vita degli anziani affetti da Alzheimer e offrire alle famiglie dei malati un sostegno psicologico e un valido supporto nella gestione quotidiana dei propri cari. Nasce con questo scopo, nel 2004 a Casalecchio di Reno (Bologna), il “Caffè San Biagio”. L’iniziativa è promossa da Cadiai, una cooperativa sociale di tipo A specializzata nella fornitura di servizi sociali, sanitari ed educativi, nata nel 1974 e che dal gennaio 2002 gestisce anche la Casa Protetta “San Biagio”, dedicata ad anziani con gravi limitazioni dell’autosufficienza ed elevati bisogni assistenziali, e l’annesso Centro diurno, destinato alla riabilitazione di anziani con diagnosi di demenza o gravi disturbi del comportamento.

Il progetto, realizzato dalla cooperativa sociale in convenzione con la Asl di Bologna per iniziativa degli specialisti responsabili del centro, mutua l’esperienza nordeuropea dei Caffè Alzheimer, luoghi aperti al pubblico dove vengono organizzate serate informative sui temi legati alla malattia. L’obiettivo del Caffè, chiamato prima Alzheimer e poi San Biagio per volontà dei familiari, è quello di alleggerire il carico emotivo dei care-givers (ossia chi si occupa del malato), offrire un servizio di counseling per sostenerli nel loro impegno di cura, e contribuire alla diffusione delle conoscenze relative alla malattia e al superamento della condizione di isolamento in cui malati e familiari molto spesso si trovano. Gli incontri, condotti da una psicologa e da una geriatra, hanno cadenza quindicinale e durano circa due ore.

La mano di un anziano e la mano di una badante Prima che il progetto arrivasse a comprendere anche un’attività specificamente diretta agli anziani, i familiari potevano usufruire di un allungamento della copertura oraria del Centro diurno. Dopo la fase sperimentale, il programma degli incontri è stato organizzato includendo la presenza di esperti in grado anche di rispondere alle domande più frequenti o ai dubbi più diffusamente espressi dai partecipanti. Dal 2007 sono stati, così, programmati due percorsi paralleli: uno di counseling per i familiari, l’altro di attività espressive e ludico-motorie per gli anziani, assistiti da un fisioterapista e da un animatore. Oggi i partecipanti agli incontri sono in media 20-25 tra familiari e anziani (la partecipazione sale a 40-45 persone in occasione delle feste), il servizio è entrato a far parte dell’offerta del distretto di Casalecchio ed è stata avviata un’iniziativa di incontri itineranti nei comuni di Monte San Pietro e Zola Predosa. Dal 2006, inoltre, il Caffè San Biagio si è arricchito dell’apporto di un piccolo gruppo di volontari che anima la Festa del Rientro (a settembre) e la Festa di Natale con musica dal vivo e contributi culinari.

Sotto l’aspetto economico: la Asl copre i costi delle ore di lavoro messe a disposizione dalla geriatra, Cadiai quelli relativi alla psicologa, al fisioterapista e all’animatrice e mette a disposizione gli spazi, i materiali e le attrezzature, mentre i volontari contribuiscono con il proprio tempo e la propria creatività all’organizzazione dei momenti di socializzazione.

Il progetto, ormai attivo da più di 10 anni, è stato in grado nel tempo di ottenere una legittimazione istituzionale, che ha permesso di esportare l’iniziativa anche ai comuni limitrofi, grazie all’alto grado di innovazione sociale e alla sua capacità di produrre valore sociale, culturale ed economico. L’iniziativa ha saputo, infatti, dar risposta a una domanda espressa da familiari e care-givers degli ammalati di Alzheimer, di sostegno, di condivisione e di sollievo. Allo stesso tempo il Caffè San Biagio promuove la partecipazione attiva dei cittadini e consente di creare solide relazioni tra gli utenti, tanto che alcuni familiari continuano a frequentare gli incontri anche dopo che i loro cari cessano di fruire dei servizi del Centro diurno per un aggravarsi delle loro condizioni, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, in qualità di volontari, a supporto degli operatori del centro. Punto di forza della cooperativa sociale, infine, il suo elevato grado di trasparenza: Cadiai, infatti, dal 2000 redige il bilancio sociale e dal 2006 anche il bilancio sociale preventivo.

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